Una damascena nelle Marche

da | 15 Ago 2020 | Storie naturali | 0 commenti

La stagione delle rose da profumo tra fioriture, raccolta e distillazione.

Giugno, per noi di Herbio, significa fioriture a scalare. Significa colori e profumi mescolati nell’aria che si scalda e si rinfresca di tanto in tanto per la brezza proveniente da quello spicchio di mare che si intravede in lontananza. Significa impegno che cresce con il lavoro nei campi. Ma significa soprattutto Rosa damascena. La raccolta della rosa si prolunga al massimo fino ai primi giorni di questo mese. Eppure l’esperienza della sua distillazione lascia un’impronta indelebile su tutta la stagione. Per raccoglierla questa mattina ci siamo alzati presto. Abbiamo percorso il sentiero che scende tra gli ulivi e il bosco, per arrivare al campo ed essere “investiti” a diversi metri di distanza da un profumo intenso, morbido e seducente. Le damascene sono, assieme alla Rosa centifolia – o rosa di Grasse – le rose più interessanti per la profumeria. Trentasei petali disposti in maniera raggiata formano un bottone grande come il palmo di una mano. Il colore è rosa con svariate sfumature, dal tenue all’ intenso. Le abbiamo messe a dimora ormai da diversi anni. Le nostre piante sono alte un metro e mezzo.

Catturare il loro profumo, preservarlo valorizzandone ogni sfaccettatura.

Ci piace raccoglierle senza indossare i guanti. Immergiamo le braccia tra i filari e infiliamo le mani dove vediamo le macchie fucsia intense e cangianti. Ci piace pensare che le spine si ritraggano quasi sapessero qual è la nostra missione: catturare il loro profumo, preservarlo valorizzandone ogni sfaccettatura.  Le nostre dita toccano velocemente i petali lisci che rimandano alla seta, al velluto. Sono freschi, quasi bagnati. Le mani diventano leggermente appiccicose. Il sacco in cui raccogliamo i chilogrammi di rose che ci servono per la distillazione si riempie velocemente. Non bisogna far passare troppo tempo tra la raccolta e l’estrazione dell’acqua aromatica per evitare ossidazioni e fermentazioni.
Riempito il sacco saliamo al laboratorio dove inizia la procedura di distillazione. Una ventina di minuti e prima ancora che il vapore catturi dai petali i principi attivi e le molecole profumate per poi condensarsi e riempire di idrolato la buretta, l’aria attorno si riempie di un profumo intenso, tra cipriato e fruttato.
L’attività di distillazione dura qualche ora. Assieme all’acqua aromatica viene prodotta qualche goccia di olio essenziale che viene recuperato e separato dall’acqua. L’olio essenziale, che dovrà poi maturare per assumere la sua consistenza finita, ha una componente verde e agrumata nelle sue note di testa. Una volta terminata la maturazione, invece, si sentiranno anche le note speziate e quasi legnose

Coltivata da oltre 3.000 anni per le sue doti curative la Rosa è indiscussa Regina dei Profumi. Una leggenda racconta che la prima notte d’amore tra Cleopatra e Marco Antonio si consumò su un letto di rose. E come dar torto alla regina d’Egitto, visto che il profumo avvolgente e intenso della rosa, unico e inimitabile, è in grado di produrre un’emozione intensa quasi ipnotizzante, impossibile da dimenticare.

Fioritura rose Herbio

Fioritura delle rose damascene da Herbio nelle Marche

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